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Parata inaugurale
Il giorno 6 ottobre 1957 Casa Boccaccio fu riaperta al pubblico dopo la distruzione del 1944 . Nell'immagine la parata dalla Casa verso Palazzo Pretorio, dove si svolsero i festeggiamenti della riapertura. -
Casa Boccaccio
Veduta esterna della Casa da piazza Calindri -
Casa Boccaccio
Veduta della Casa dal giardino interno alla corte -
Vol. 10 - De mulieribus claris
Decimo volume della collana "Tutte le opere di Giovanni Boccaccio" a cura di Vittore Branca, Mondadori, Milano 1964-1998, contenente: "De mulieribus claris" (a cura di V. Zaccaria) -
In laude di Dante
Un percorso bibliografico alla scoperta di Giovanni Boccaccio interprete, lettore, copista, biografo e ammiratore di Dante. -
Mnemodecameron-Prontuario per le cento novelle
Il progetto prende le mosse dalla rassegna di letture del Decameron, “Si racconta le novelle del Boccaccio”, che va in scena ogni secondo venerdì del mese nel museo di Casa Boccaccio e di cui Romiti è ideatore e regista insieme al gruppo teatrale Oranona Teatro. In 15 anni di rassegna per ogni novella l'artista ha creato un'illustrazione stampata su cartolina in tiratura limitata che veniva poi regalata al pubblico al termine di ogni incontro. Così nasce il libro “Mnemodecameron prontuario per le cento novelle” (che riproduce le cento cartoline accompagnate da una breve sintesi della novella illustrata) e la mostra dedicata con tutte le illustrazioni originali presenti nella pubblicazione. -
Omaggio a Giovanni Boccaccio, dieci + 1
La sala d'ingresso al museo è dedicata all'esposizione di alcune opere di illustri artisti italiani e stranieri che si sono ispirati all'opera più famosa del poeta, il "Decameron", donando i propri lavori al Comune di Certaldo, in un periodo compreso tra il 1966 ad oggi. La raccolta conta circa 700 opere che vengono esposte a rotazione. Fra gli artisti spiccano i nomi di Guttuso, Sassu, Levi, Campigli, Fabbri, Vespignani, Greco, Manzù e Maccari. Nell'immagine R. Guttuso, "Gian di Procida", 1967 -
La torre
Dalla sommità della torre della Casa si può godere di un punto di vista privilegiato e scoprire un ambiente caratterizzato dalla presenza di una vera e propria rete territoriale di punti di osservazione (il cassero di S. Gimignano, Semifonte, La torre di Santa Maria Novelle ecc.) -
La biblioteca
L’anno 1957, in occasione della riapertura della Casa del Boccaccio – dopo la ricostruzione seguita al bombardamento aereo del 1944 – viene aperta al pubblico anche la nascente biblioteca. All’ordinamento e all’incremento di questa viene designato Giuseppe Fontanelli, appassionato di studi letterari e primo conservatore della Casa. Concentrando la sua opera sulla formazione di una biblioteca specializzata e partendo da una piccola raccolta di testi donati da Domenico Tordi, conservati nella Casa del Boccaccio e sfuggiti al bombardamento bellico, il Fontanelli inizia a selezionare testi sul Boccaccio, specialmente traduzioni del Decameron, dalle lingue europee più diffuse a quelle dei paesi medio orientali e asiatici. Dal 1957, l’Ente Nazionale Giovanni Boccaccio ha provveduto ad arricchire la biblioteca con edizioni di opere del Boccaccio e studi critici sull’autore. Infatti, attualmente, la biblioteca conserva più di 3500 volumi, i cui fondi più interessanti, che la rendono unica nel suo genere, comprendono testi di critica in lingue straniere; traduzioni del "Decameron" e delle opere minori in tutte le lingue; opere rare e di pregio (stampati dei sec. XVI – XVIII, edizioni illustrate da artisti famosi e varie edizioni sempre relative al Boccaccio), oltre a una selezione iconografica che comprende foto, cartoline e riproduzioni del borgo storico di Certaldo, delle manifestazioni e di opere del Boccaccio. -
Il giardino
Concepito per valorizzare lo spazio adiacente alla casa, intende interpretare con lo spirito del nostro tempo i temi fondamentali del giardino narrato da Boccaccio, in particolare quello descritto nell'Introduzione alla terza giornata del "Decameron". Il progetto fu avviato nel 2004 durante il Convegno "Giardini celesti, giardini terresti", completato nel 2011 e inaugurato il 29 aprile dello stesso anno. " Appresso la qual cosa, fattosi aprire un giardino che di costa era al palagio, in quello, che tutto era da torno murato, se n’entrarono; e parendo loro nella prima entrata di maravigliosa bellezza tutto insieme, piú attentamente le parti di quello cominciarono a riguardare. Esso avea dintorno da sé e per lo mezzo in assai parti vie ampissime, tutte diritte come strale e coperte di pergolati di viti, le quali facevano gran vista di dovere quello anno assai uve fare: e tutte allora fiorite sí grande odore per lo giardin rendevano, che, mescolato insieme con quello di molte altre cose che per lo giardino olivano, pareva loro essere tra tutta la spezieria che mai nacque in Oriente. [...] Nel mezzo del quale; quello che non è meno commendabile che altra cosa che vi fosse, ma molto piú; era un prato di minutissima erba e verde tanto, che quasi nera parea, dipinto tutto forse di mille varietá di fiori, chiuso dintorno di verdissimi e vivi aranci e di cedri, li quali, avendo i vecchi frutti ed i nuovi ed i fiori ancora, non solamente piacevole ombra agli occhi, ma ancora all’odorato facevan piacere. Nel mezzo del qual prato era una fonte di marmo bianchissimo e con maravigliosi intagli iv’entro, la quale, non so se da natural vena o da artificiosa, per una figura che sopra una colonna nel mezzo di quella diritta era, gittava tanta acqua e sí alta verso il cielo, che poi non senza dilettevol suono nella fonte chiarissima ricadea, che di meno avria macinato un mulino. La qual poi; quella dico, che soprabbondava al pieno della fonte; per occulta via del pratello usciva, e per canaletti assai belli ed artificiosamente fatti fuor di quello divenuta palese, tutto lo ’ntorniava [...]" "Decameron", Introduzione alla terza giornata. -
Affresco raffigurante Boccaccio
L’affresco di Pietro Benvenuti raffigura Boccaccio al suo tavolo da lavoro e fu commissionato al pittore dalla marchesa Carlotta Lenzoni de' Medici nel 1826, anno in cui fece ristrutturare e arredare la Casa. Durante il bombardamento del 1944 la parete con l'affresco fu l'unica della Casa a rimanere illesa. -
Lastra Tombale
Nel 1949, in seguito al riconoscimento ufficiale della tomba del Boccaccio durante il Convegno dei Dotti, in cui si conferma che quelle ossa appartenevano al Poeta, la Società Storica della Valdelsa deliberò di rifare, a sue spese, la pietra tombale, dandone l’incarico allo scultore Mario Moschi. Attualmente l’originale copre quella che viene considerata la Tomba del Novelliere nella Chiesa dei SS. Michele e Jacopo, mentre al pian terreno della Casa del Boccaccio si trova esposto il primo bozzetto. -
Scarpette del 1300
Ritrovate nel corso della seconda guerra mondiale in seguito ad un bombardamento che colpì la Casa del Boccaccio, le nove scarpe da donna spaiate furono custodite dalla Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici delle Province di Firenze e Pistoia fino al 1977. Riconosciute come da verbale di consegna del 16 novembre 1977, della stessa Soprintendenza, «oggetti d’arte di fine secolo XIV e principio secolo XV», sette paia furono “riportate a casa” mentre altre due restarono a Firenze, esposte nel Museo Davanzati, dove sono tuttora. -
Caccia di Diana
Il testo è tratto da G. Boccaccio, Caccia di Diana, a cura di I. Iocca, Roma, Salerno Editrice, 2016, pp. 3-127.
Il testo, liberamente scaricabile e interrogabile, con qualche revisione, è stato ottimizzato per la consultazione e le ricerche on line. Non sono incluse le sezioni introduttive, le notizie bibliografiche, le note di commento e gli altri materiali di approfondimento critico contenuti nel volume, con la sola eccezione di un estratto della Nota al testo.
Si ringrazia la Salerno Editrice per la generosa concessione. -
Trattatello in laude di Dante
Il testo è tratto da G. Boccaccio, Trattatello in laude di Dante, a cura di M. Fiorilla, in Le vite di Dante tra XIV e XVI secolo, a cura di M. Berté e M. Fiorilla, Iconografia dantesca, a cura di S. Chiodo e I. Valente, Roma, Salerno Editrice 2017 (NECOD, vol. VII, to. IV), pp. 11-154.
Il testo, liberamente scaricabile e interrogabile, con qualche revisione, è stato ottimizzato per la consultazione e le ricerche on line. Non sono incluse le sezioni introduttive, le notizie bibliografiche, le note di commento e gli altri materiali di approfondimento critico contenuti nel volume, con la sola eccezione di un estratto della Nota al testo.
Si ringrazia la Salerno Editrice per la generosa concessione.
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In laude di Dante
Percorso bibliografico sul culto di Dante in Boccaccio 1 novembre 2021 - 31 gennaio 2022 -
Si racconta le novelle del Boccaccio
Letture dal "Decameron" nel museo di Casa Boccaccio 12 novembre 2021 -
Si racconta le novelle del Boccaccio
Letture dal "Decameron" nel museo di Casa Boccaccio 10 dicembre 2021 -
Boccaccio veneto
Atti del Convegno Internazionale (Venezia — Wake Forest University, Casa Artom: 20–22 giugno 2013) L’opera raccoglie gli Atti del Convegno internazionale che si è svolto a Venezia (Wake Forest University — Casa Artom, 20–22 giugno 2013) in occasione del VII centenario della nascita di Giovanni Boccaccio. Pensato e organizzato da Roberta Morosini, il convegno intendeva proporre una lettura di Boccaccio alla luce di nuovi strumenti epistemologici, nell’àmbito di una filologia che l’organizzatrice ha significativamente definito “mediterranea”. Dove Venezia, crocevia tra Levante e Ponente e sintesi di incroci da e verso l’Italia, è il punto di arrivo e di partenza del viaggio dei testi boccacciani; un viaggio che i contributi ripercorrono seguendo una rete stradale e marittima che conduce tanto alla Francia, come a Firenze e a Napoli, con una diramazione non secondaria verso il mondo greco e quello arabo, fra il Trecento di Boccaccio e il Settecento di Zeno, Vivaldi e Goldoni. -
Autori e lettori di Boccaccio
Il volume raccoglie gli Atti del Convegno tenutosi a Certaldo nel mese di settembre 2001. Il Convegno che ha evidenziato l’esistenza di un intenso dialogo fra studiosi non solo di diversa nazionalità e scuola, ma anche di diversi interessi e metodologie. Un tale confronto era del resto ispirato e guidato dallo stesso oggetto di studio: da Boccaccio che nel suo lavoro artistico non ha mai conosciuto frontiere storiche o geografiche, confini religiosi o culturali, ma ha sempre considerato la letteratura umana cosa, espressione dell’uomo tout court. Si è voluto verificare da una parte quali sono stati gli autori a cui Boccaccio ha attinto per creare i suoi straordinari capolavori (non solo il Decameron, la bibbia della narrativa moderna, ma anche il Filocolo, il primo romanzo europeo, il Teseida, il primo poema epico in volgare italiano e altri ancora), e dall’altra quali sono stati i “lettori” che hanno maggiormente beneficiato dell’opera boccacciana: che cioè, partendo da Boccaccio, hanno gettato le basi per una nuova idea di letteratura (da Chaucer a Cervantes, da Shakespeare a D’Annunzio). -
Boccaccio in versi
Il volume è dedicato al poco esplorato tema della produzione in versi di Boccaccio. La critica riserva infatti una radicata predilezione per Boccaccio narratore e prosatore, sottovalutandolo invece come rimatore e relegandolo ai margini delle ricerche, sia per quanto riguarda la componente lirica, che ha probabilmente sofferto a causa dell’inevitabile confronto con Petrarca, sia per la produzione narrativa in versi, che non ha mai goduto della stessa attenzione critica riservata a quella in prosa. Partendo dal presupposto che siano maturi i tempi per un discorso articolato e una messa a punto ragionata dell’attività versificatoria del certaldese, i contributi del volume ne toccano tutte le opere versificate (ad eccezione dell’Amorosa Visione) secondo prospettive diverse: studi sulle fonti e sul rapporto con la tradizione precedente, sulla tradizione manoscritta, analisi metrica, indagini su singoli settori o temi specifici. I differenti approcci, di taglio filologico, stilistico, tematico, contribuiscono non soltanto a offrire un’immagine più solida e documentata del ruolo e della posizione del Boccaccio poeta, ma anche a indicare prospettive di ricerca tanto sul versante più stilistico-autoriale quanto su quello del rapporto con la tradizione, auspicando una futura maggiore attenzione critica a riguardo. -
Giovanni Boccaccio: tradizione, interpretazione e fortuna
Nel volume sono raccolti i contributi di trentadue studiosi, provenienti da varie Istituzioni e Università europee, presentati al Congresso Internazionale svoltosi a Udine dal 23 al 25 maggio 2013, in occasione dei settecento anni della nascita di Giovanni Boccaccio. L'opera del più grande prosatore trecentesco è vagliata alla luce di prospettive e metodi diversi, tutti funzionali a restituirne un'immagine rinnovata, vivida e attuale. Contestualmente, la pubblicazione commemora il magistero di Vittore Branca, che dell'opera del Boccaccio fu tra i più fecondi e acuti esegeti. -
Decameron
In the present volume, Giuseppe Di Stefano oners the reader a first edition of the first translation into French of the integral text of Giovanni Boccaccio's Decameron (1348-53). This monumental endeavor, having spanned a major portion of the editor's international career, contributes to the field of philology a work as important as his Dictionnaire des locutions en mcyenjrançaù (CERES, 1991) . The edition is an indispensable tool for the study of middle French idioms, as well as an invaluable document delineating Boccaccio's early diffusion and reception in France. Published under the tides of Decameron, De Cameron, Le Uwe des Cent Nouvelles de Jehan Bocace de Certald or Prince Galeot, the French translation of the Italian's popular collection of one hundred novelle was carried out by Laurent de Premierfait (d. 1418), a prominent, although understudied, late-medieval humanist. -
Gli Zibaldoni di Boccaccio
Un volume per un congresso di straordinaria importanza cui hanno partecipato tutti i maggiori studiosi di Giovanni Boccaccio. Tre le sezioni d’indagine: il sistema del sapere e la biblioteca del Boccaccio; il sistema della scrittura; il sistema intertestuale e la strategia della riscrittura. Boccaccio è passato sotto la lente d’ingrandimento soprattutto nella sezione “il sistema della scrittura”, dove i maggiori paleografi e codicologi presentano le proprie teorie scientifiche e novità. -
Medioevo francese nel "Corbaccio"




